In ricordo di Angelo Vassallo

Un uomo coerente ed onesto, una rarità nel panorama della politica italiana. Questo era Angelo Vassallo, 57 anni, sindaco di Pollica. Da una vita sul “fronte” della lotta alle illegalità, Vassallo era conosciuto soprattutto per le sue battaglie cittadine, da molti considerate eccessive – come la celebre ordinanza con cui aveva fatto infliggere multe salatissime ai fumatori che lasciavano i mozziconi di sigaretta per strada o quella contro gli evasori fiscali cui revocava le concessioni comunali.

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L’Isola che c’è. La Sicilia si ribella al pizzo

di Filippo Conticello, Round Robin Editrice 2008
Una civiltà vince su un’altra non certo quando l’esercito occupante oltrepassa le mura perimetrali,bensì quando il popolo conquistato assorbe usi, costumi e cultura del popolo conquistatore…
Queste parole, contenute nella lettera al Presidente Napolitano in seguito ad una iniziativa a sostegno di Saviano e della sua opera di denuncia, riassumono bene quanto le azioni di contrasto alla camorra, alle mafie ed alla criminalità organizzata debbano tenere conto di tutto il substrato sociale economico e culturale del terreno su cui esse poggiano …

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Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità

Dal 1994, anno della sua costituzione, ad oggi l’Ufficio Ambiente e Legalità di Legambiente ha svolto una continua attività di analisi, denuncia e informazione sulle illegalità ambientali avvenute in Italia, con particolare attenzione al fenomeno dell’Ecomafia. Il termine, coniato da Legambiente ed entrato recentemente nel vocabolario Zingarelli, indica, com’è noto, quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business.

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Così ho avvelenato Napoli

Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari

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Spartacus, le aziende confiscate ai condannati in primo grado

Premettendo che tutte le realtà aziendali, dopo un sequestro o una confisca, finiscono fuori dal ciclo economico (si stima che ogni anno, nel Sud, 180.000. posti di lavoro vengono persi a causa della criminalità organizzata, nelle sole aziende sotto i 250 dipendenti) e attenendomi STRETTAMENTE a quanto disposto nel dispositivo della sentenza, i beni e le aziende confiscate ai condannati in primo grado, sono:
Nei confronti dell’imputato Abbate Antonio si è disposta la confisca della ditta individuale in Pignataro Maggiore.
Nei confronti dell’imputato Apicella Pasquale si è disposta la confisca …

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